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Da settembre 2011 Thomas Bouret ha preso le redini di Leroy Merlin in Italia, succedendo a Vincent Gentil che ha sviluppato l'insegna nel nostro paese dal 1996, anno in cui apre il primo Leroy Merlin a Solbiate Arno, Varese. Leroy Merlin è una delle insegne di spicco di Groupe Adeo, secondo player distributivo europeo dell'"home improvement" (quarto a livello mondiale), con un fatturato complessivo di oltre 13 miliardi di euro, e 66.000 collaboratori. E pensare che le origini di questo colosso risalgono a una modesta rivendita di residuati bellici della prima guerra mondiale aperta da Adolphe Leroy e Rose Merlin nel 1923...Solo nel 1960 la società prende il nome di Leroy Merlin e nel 1979 viene acquisita dalla famiglia Mulliez (proprietaria di Auchan) che ne diventa azionista di maggioranza. Dieci anni dopo è iniziato il processo di internazionalizzazione che porterà la bandierina Leroy Merlin in 13 paesi: Brasile, Cina, Cipro, Francia, Grecia, Italia, Portogallo, Polonia, Romania, Russia, Spagna, Turchia, Ucraina.
Nel 2011 si è chiusa l'integrazione con la rete Castorama Italia, acquisita nel 2009: un'operazione complessa che ha portato alla trasformazione completa di 21 punti di vendita e al raddoppio degli addetti, attualmente 5.620.
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Nell'ufficio di Thomas Bouret, a Rozzano, quartier generale di Leroy Merlin Italia, ci sono ancora locandine in portoghese, ricordi del recente periodo brasiliano. Dal quale cominciamo volentieri l'intervista.
Signor Bouret, com'è stata la sua esperienza in Brasile, sotto il profilo personale e professionale?
Straordinaria da entrambi i punti di vista. È un paese culturalmente complesso e variegato. Io ero responsabile sviluppo per la Regione Nord, una vasta area, che include San Paolo e Belo Horizonte. Nel "pais" verde-oro Leroy Merlin ha oggi una rete di 24 punti di vendita e 4.758 addetti.
Le prospettive per i retailer sono sicuramente interessanti, considerando la popolazione (190 milioni di abitanti) e le possibilità offerte dalla vastità del territorio. Bisogna dire, però, che il benessere economico è molto concentrato solo in alcune aree metropolitane come San Paolo e Rio de Janeiro, e che permangono ampi margini di miglioramento nelle infrastrutture, ancora oggi inadeguate al potenziale economico di un grande paese.
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Suppongo che la Francia sia il primo paese per giro d'affari. Quanto rappresenta l'Italia?
Leroy Merlin realizza in Francia poco più del 38% del giro d'affari; ma dieci anni fa l'incidenza arrivava all'80%, un dato che testimonia gli effetti del processo di internazionalizzazione intrapreso dal gruppo a partire dagli anni Novanta. L'Italia pesa oggi il 9% sul giro d'affari complessivo. I mercati più importanti sono nell'ordine: Francia, Russia, Spagna, Italia, Brasile, Polonia.
Quali sono le strategie di sviluppo di Leroy Merlin in Italia nei prossimi anni? Aprire punti di vendita o rafforzare l'attuale business?
Vogliamo percorrere entrambe le direzioni. Veniamo dal processo di consolidamento di Castorama, concluso nel 2011, che ha portato la nostra rete a 46 punti di vendita. L'aspetto più complesso di questo lavoro è stato il cambiamento della mentalità e della cultura aziendale. Leroy Merlin ha un'organizzazione molto meno centralizzata, nella quale i manager dei negozi lavorano in un'ottica decisamente più autonoma, con forte orientamento al business.
Com'è andato il 2011?
Nel 2011 siamo cresciuti del 5% a parità. È un buon risultato, se consideriamo i ritmi di crescita della distribuzione in generale, e di quella alimentare in particolare. La trasformazione dei negozi Castorama ha dato un forte contributo al risultato finale. Nel 2012 prevediamo, oltre al "remodelling" di Moncalieri e Roma Laurentina, l'apertura di un nuovo punto di vendita a Udine.
Il vostro posizionamento è "l'out-of-town retail": siete anche in parchi commerciali e centri commerciali?
Il 70% dei nostri punti di vendita si trova in prossimità di centri commerciali. La superficie media di un Leroy Merlin (6.000 mq di vendita + 2.000 di magazzino) richiede un'area dedicata al parcheggio. La posizione corretta è quindi quella del parco commerciale a fianco di un centro commerciale, come nel caso di Assago, nella periferia sud di Milano, o Porta di Roma. I nostri punti di vendita non nascono storicamente per intercettare i flussi dei centri commerciali, ma sono attrattori di per sé, in virtù della loro specializzazione.
Siete proprietari dei punti di vendita?
Siamo proprietari di due terzi della rete. È una strategia tipica di Leroy Merlin, che conferma l'orientamento all'investimento a lungo termine, anche se, dal punto di vista della redditività, converrebbe l'affitto.
Che cosa ne pensate delle liberalizzazioni degli orari e delle aperture?
Eravamo già abituati alla flessibilità. Il 60% dei nostri punti di vendita rimane aperto anche la domenica. È certamente un'opportunità per i consumatori. Per noi rappresenta l'occasione di fornire più servizio, nonostante i costi.
Qual è oggi lo scontrino medio di un Leroy Merlin?
Circa 50 euro. Consideri che nel 2011 nei nostri punti di vendita abbiamo registrato 24,3 milioni di passaggi in cassa, con una frequenza di visita pari a 1 ogni tre settimane.
Quali sono i reparti più dinamici per vendite?
Leroy Merlin ha in assortimento oltre 80.000 referenze suddivise in 14 reparti che fanno capo a 4 mondi merceologici (tecnico, progetto, decorativo, giardino/edilizia). Nel mondo "progetto" rientrano i reparti falegnameria, piastrelle, sanitari e sistemazione. Il "decorativo" si articola in decorazione, rivestimenti, illuminazione e vernici. Due mondi importanti, che si rivolgono a un'utenza composta anche di famiglie e coppie che hanno bisogno di consulenza e assistenza per arredare e sistemare gli ambienti della casa. Penso al servizio posa che noi offriamo per un'ampia gamma di prodotti: dall'installazione di porte e finestre, alla sostituzione, o montaggio ex novo, di sanitari e scaldabagni. Ogni punto di vendita è in diretto rapporto con tecnici locali per i sopralluoghi e i preventivi.
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