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1. Non c'è unitarietà nelle
situazioni all'interno
dell'Ue
2. I prodotti italiani più
deboli rispetto a quelli
d'importazione
Con il Reg. 41/2009/Ce, l’Ue
ha dato la possibilità di riportare
la dicitura “senza glutine”
sull’etichetta dei prodotti
che ne contengono meno
di 20 ppm e facoltà di scrivere
“con contenuto di glutine molto
basso” sull’etichetta di prodotti
che ne contengono da 21
a 100 ppm. Per alcune categorie
di alimenti la situazione è
chiara, per altre come la birra,
resta qualche dubbio. In Italia,
per esempio, non è possibile
vendere una birra “senza glutine”
in quanto, in base al Dm
30.06.1998, può essere definita
“birra” solo la bevanda ottenuta
dalla fermentazione alcolica
di un mosto contenente almeno
il 60% di malto d’orzo, di
frumento o di loro miscele.
I contenuti dell'articolo
- Bevande non birrose
- Radeberger
- Novità entro il 2011
- Quando il passaparola supera il limite imposto dalla legge
- Un target potenziale pari all'1% della popolazione